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Consigli

L’Artigiano consiglia di conservare la pelliccia in condizioni ottimali così da avere una durata per molti e molti anni. La prima cosa da ricordare è che le pellicce odiano il calore, le sostanze chimiche, l'attrito e gli spazi ristretti, ma soprattutto l’umidità.

Un posto speciale

Concede il giusto spazio nell'armadio assicuratevi che non sia esposta alla luce o al calore, che può causare ossidazione alla pelliccia e far cambiare colore.


Una stampella adeguata

Durante la stagione estiva appendete la vostra pelliccia su una stampella dalle ampie spalle. Comunque è sempre meglio chiedere al vostro pellicciaio un appendiabiti professionale.

Uno spazio arieggiato per la pelliccia

La pelliccia ha bisogno di circolazione d'aria per evitare la disidratazione della pelle. La pelliccia non deve essere coperta con un sacco di plastica, ma da una custodia in cotone o in t.n.t.

Le vacanze estive della pelliccia

Niente riduce la vita di una pelliccia come tenerla rinchiusa in un armadio durante i mesi estivi. La custodia o conservazione professionale della pelliccia con aria condizionata la proteggono da polvere, sporcizia e insetti. La pelliccia viene custodita in ambienti progettati appositamente, con temperatura e umidità controllata. Una custodia della pelliccia non corretta provoca un suo rapido invecchiamento, rendendola più vulnerabile a strappi e lacerazioni.

La pulizia della pelliccia

Le pellicce dovrebbero essere pulite una volta l'anno da un pellicciaio professionista, mai in una lavanderia a secco. La pelliccia può non apparire sporca, ma ha bisogno di essere rinfrescata comunque per rimuovere le piccole particelle di sporco e grasso.

Rispettate la vostra pelliccia

Evitate di utilizzare borse a tracolla, perché le cinghie possono ledere ai peli delle pellicce. Evitate di spruzzare profumo o lacca per capelli sulla vostra pelliccia e non conservate la vostra pelliccia a contatto o vicino a insetticidi o naftalina. Non pettinate, o addirittura spazzolare la vostra pelliccia, lasciatelo fare al vostro pellicciaio.

La neve e la pioggia

La maggior parte delle pellicce è in grado di gestire neve e pioggia con tranquillità, quindi non fatevi prendere dal panico se la vostra pelliccia si è bagnata. Basta scuoterla e appenderla ad asciugare lontano dal calore diretto. Se invece la pelliccia si è bagnata in modo copioso portatela immediatamente al pellicciaio per il trattamento di pulitura adeguato.

Le pellicce ecologiche non sono ecologiche!

Pelle e pellicce sono “naturali”, biodegradabili al 100%

La pelliccia che voi definite ecologica è fatta con il poliestere ricavato dal petrolio, un derivato del propilene, sottoprodotto delle lavorazioni nelle raffinerie.

L’ Unione Internazionale per la conservazione della natura (IUCN) riferisce che il solo lavaggio dei capi in fibra sintetica è la causa di ben il 33% delle emissioni microplastiche nell’ambiente.

Le Nazioni Unite di Ginevra hanno diffuso dati veramente allarmanti sull’impatto ambientale della moda, collocandola al secondo posto tra le industrie più pericolose al mondo per l’ambiente in quanto produttrice del 20% del totale delle acque di scarico e del 10% delle emissioni globali. Solo il comparto petrolifero produce più inquinamento.

Oggi si abusa dell’aggettivo “ECOLOGICO” per attrarre clienti e aumentare le vendite, nascondendo vere e proprie truffe.

La pelliccia è un prodotto naturale ed è forse la scelta più ecologica, se di ecologia stiamo parlando. Se il problema è lo sfruttamento animale da parte dell’uomo dobbiamo estendere il concetto agli alimenti, all'abbigliamento, alle calzature, borse, ecc.

Gli animali da pelliccia sono, e io per primo dico “grazie al cielo”, tutti allevati. Non possiamo fare distinzioni tra bovini, suini, ovini allevati per l’alimentazione ed i visoni.

Inoltre a differenza di altri materiali del settore tessile, i capi in pelliccia possono essere tagliati nuovamente e trasformati seguendo l’evoluzione della moda. La pelliccia è uno dei pochi capi di abbigliamento tramandata e spesso utilizzata da due o persino tre generazioni.